Autosvezzamento: lasciar scegliere il bambino.

 

Oggi i pediatri sono molto divisi sul tema dello svezzamento in particolare da quando si è fatta largo una nuova modalità: l’autosvezzamento. Quelli che sostengono l’autosvezzamento non propongono non un calendario preciso di introduzione di cibi solidi, ma una modalità libera guidata dal neonato stesso. Ma in cosa consiste praticamente l’autosvezzamento? Semplicemente mettendo seduto a tavola il bambino quando ha imparato a  controllare il proprio busto e la testa, più o meno tra i 5 e i 7 mesi     (ma anche poco di più o poco di meno perché i bambini non sono tutti uguali) e condividere il momento del pasto coni genitori: la sua innata curiosità lo porterà ad osservare i loro gesti e a capire che ciò che loro portano alla bocca è buono e potrebbe valere la pena di essere assaggiato! All’inizio si tratterà di piccoli assaggi, ovviamente di cibo schiacciato e ridotto in pezzettini alla sua portata, che verranno comunque completati dalla poppata come d’abitudine, ma che andranno gradualmente a sostituirla con molta naturalezza mano a mano che la capacità del bambino di masticare e inghiottire anche pezzi più grossi aumeterà. In questo modo, senza forzature, si adeguerà insensibilmente alla dieta e agli orari della famiglia. Punto critico e fondamentale è che con l’autosvezzamento, tutta la famiglia dovrà controllare la propria alimentazione e assumere abitudini salutari, non esagerando col sale, evitando cibi troppo grassi,  fritti o molto conditi, non abusare di dolci, evitare alimenti con additivi, ma soprattutto puntando sulla qualità del pasto, preferendo alimenti biologici, dato l’impatto dei pesticidi sulla salute soprattutto dei bambini, che hanno sistemi di difesa ancora immaturi. Qual è il vantaggio dell’autosvezzamento? Che grazie al neonato se c’erano abitudini poco sane, queste vengano corrette e quindi tutta la famiglia ne beneficia. Qual è il rischio? Che non tutti prendano seriamente l’impatto della qualità alimentare sullo sviluppo del bambino e che senza una profonda informazione finiscano in tavola alimenti che non sono adatti alla loro tenera età.

 

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